ma Nevoletevoi

Freaks and Tricks…

Facile come fare una spesa!

Posted by Massimo Tristano su 1 dicembre, 2007

Alzandomi di buon’umore (con la donna delle pulizie che martella insistente sulla porta alle 9 di sabato mattina), decido liberamente (finiti i viveri di emergenza, dentrificio, lamette, bagnoschiuma, shampoo e sapone) di andare al GS qui vicino per comprare le poche mancanze.

Nulla di più semplice!

...e meno male!


Mi vesto rapidamente e mi dirigo al GS. Una volta entrato, come succede sempre, poichè i cestini sono messi a 3 Km dalla porta d’ingresso, mi accorgo che ho dimenticato di prenderne uno sempre quando arrivo nel punto più lontano del supermercato. Torno indietro, rimedio un cestino, e tutto contento inizio a fare la spesa. Che bello quando passeggiando tra gli scaffali trovi qualcosa che ti piace e lo butti dentro (quasi) senza esitazione, tanto poi ci pensa la carta di credito. Straripante di buonumore tra una pacco di cornetti e uno di biscotti vedo un tizio che cammina da solo e ripete tra sé “Io sono matto! Io sono matto!”. Ancor più allegro, giro l’angolo e vado nella sezione bagno. Inizio a cercare il bagnoschiuma però mi accorgo che qualcosa mi ostacola fortemente. Una vecchietta, alta la metà di me, stava rosicando tra i vari saponi per scegliere quello più adatto, muovendosi a zigzag e totalmente noncurante del mio desiderio di raggiungere con la manina il bagnoschiuma. Quando lei vittoriosa afferma “Due ore per trovare il sapone!”, si toglie d’avanti, anch’io posso trovare il mio bagnoschiuma. Ovviamente quando ti accorgi che quello che usi da sempre in realtà è acqua profumata e ti pulisce quanto della carta igienica bagnata, e fiero della libertà del mercato, decidi di comprarne un altro, la situazione è sempre la stessa: duemila marche, i cui prodotti in duemila versioni, tutti diversi (ma forse anche uguali), e perdi quei venti minuti a scegliere quello adatto a te (perché ti fai anche un po’ prendere). Bene, ora il rasoio. Stessa storia, ma almeno si conoscono. Decido di prendere sto Fusion, ne parlano bene, ed è la mia ultima speranza per evitare di raggiungere in emergenza il pronto soccorso per diffuse emorragie profonde ogni volta che mi taglio quei quattro peli che chiamo “barba”. Preso il rasoio, cerco le lamette. Niente. Cerco altri cinque minuti. Niente. Vado allora da una dipendente del supermercato e le chiedo dove trovavo le lamette, e lei mi risponde, nel massimo della simpatia tipica milanese:

“Ecco! Ho messo un cartello enorme sullo scaffale scritto in lettere cubitali!!!”
“Signora…non l’ho visto…”, rispondo.
“Li trovi in accoglienza clienti!”

Torno indietro per cercare sto cartello, quando lo vedo, un foglio A4, messo in alto (che neanche io, 1.87 m, lo riuscivo a vedere), scritto con un font normalissimo, che diceva:

Avvisiamo i gentili clienti che le lamette per:
  • Mach 3
  • Mach 3 Turbo
  • Wilkinson 4
sono in Accoglienza Client

Ma allora, penso, quelle del Fusion devono stare qui. Mi rimetto a cercare e dopo altri 5 minuti, realizzo che probabilmente non aveva le lamette di ricambio per il mio rasoio. Per curiosità vado in accoglienza client e sbirciando, vedo uno scaffalino enorme contenente tutte le lamette del mondo. Mezzo incazzato, torno indietro, prendo il rasoio e incrocio la donna di primo che fa “Hai risolto???

Prima di andare alla cassa, perdo altri 10 minuti nel cercare dei calzini per me, ma nelle seimila tipologie di calzini che c’erano, mancavano le taglie XS, M, L, XL.

Finalmente alla cassa. Mentre attendo dietro la fila (sempre numerosissima, poichè sulle 10 casse possibili, ovviamente 2 sono aperte), prendo col capuccio del giubbiotto una decina di articoli messi come sempre a mutsum, buttati sullo scaffale lì lì per cadere, oppure agganciati tutti allo stesso gancio. Innervosito, mi costringo a pensare ad altro, e sento due anziani davanti a me che parlano dell’euro.
“La mia pensione vale metà da quando c’è l’euro”, fa quello tosto.
“Ma nooo nooo”, fa l’altro in tono sarcastico.
“Come no! Prima le cose costavano mille e quattrocento lire? Oggi costano un euro e quaranta!”, incalza il tosto.
“Ma nooo nooo”, risponde l’altro in tono sarcastico.
“Eh no! E’ perchè noi italiani siamo troppo buoni! Se succedeva una cosa del genere in Cina o in Taiwan, volevo vedere se…”, dice il tosto un po’ più incazzato.
“Ma nooo nooo”, interrompe l’altro in modo sarcastico.
“Prima c’era Mussolini e per le due cose che c’erano si combatteva!”, dice il tosto, anche se questa non l’ho capita sinceramente, “Perchè oggi tutti possono!”
“Tutti possono…tutti possono”, fa l’altro.

Mentre ascolto attendo la conversazione, il signore “nooo nooo” si gira verso di me, e fa “Guarda che si sta aprendo un’altra cassa! Corri!”; “Non ho fretta…”, gli rispondo. Effettivamente, una cassa, senza avviso, apriva accanto a quella dove stavo facendo la fila. Neanche il tempo di realizzare l’accaduto, come faccio per muovermi verso la cassa, ancora vuota, dato che ero l’ultimo, vedo gente dalle file accanto che si catapultano alla nuova cassa, e guadagnano ben UNA posizione rispetto alla fila precedente, e son lì tutti contenti col mezzo sogghigno, osservando di sbieco gli altri, compiaciuti. Io mi ritrovo di nuovo l’ultimo della coda e aspetto paziente.

E’ il mio turno! Metto gli articoli comprati sul nastro e vado infondo pronto per imbustare. Quando la cassiera passa i biscotti inizia ad ammattire, perchè qualcosa non funzionava. Digita frenetica numeri sul tastierino, ma ogni tentativo si risolve in un beep di errore. Dopo due minuti chiama all’assistenza clienti e chiede il numero segreto. Sbagliava un uno. Frenetica ridigita il nuovo numero, e ricomincia a passare gli oggetti sul laser.
Giunti al rasoio, inizia a passarlo ripetutamente sul laser, ma nuovamente non funziona. Allora mi chiede: “Sai quanto costa?”. Io incredulo le faccio “Mh…no…”. Neanche il tempo di finire, vedo lei che sguizza fuori dalla cassa e va personalmente a vedere quanto costa sullo scaffale, perdendo altri 5 minuti, perchè continuava a non arrivare. Quando arriva, inizia a chiedere chiavi in giro per aprire la cassa, digita codici freneticamente, immersa in decine di beep di errore. Alla fine, la vedo digitare personalmente i prezzi di ogni oggetto. Mentre aspetto mi giro, e vedo il signore “Noo Noo” imbustare gli articoli in buste portate palesemente da casa, con tanto di “Esselunga” scritto sopra, quando il supermercato è un GS, che mi fa “Hai visto? Sono più veloce di te!”. La mia risposta si risolve in un “Ahà!” e mi rigiro per raccogliere le ultime cose, e uscire dal supermercato di fretta, scansando il classico barbone che si mette dietro la porta d’uscita.

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