ma Nevoletevoi

Freaks and Tricks…

L’assalto all’uscita

Posted by thyestes su 2 dicembre, 2007

Nella iperattiva e modernissima metropoli milanese tutti vanno di fretta….

Vanno tanto di fretta che sulle scale mobili della metropolitana c’è scritto  : “Tenere la destra” (e soprattutto si rispetta veramente)….

bender.jpg

 milanese sorridente

…essì perchè le scale mobili sono troppo lente, e non basta correre sulle scale, è troppo poco, correndo sulle scale mobili infatti i + allenati possono addirittura arrivare a guadagnare circa 8-9 secondi che moltiplicato per una media di 4 volte al giorno per 365 giorni dell’anno fa circa tre ore risparmiate in un anno. Rischi di cadere e stamparti di faccia sullo spigolo d’acciaio delle scale, rischi di prendere la polmonite perchè tutto sudato, dopo il caldo della metro, continui ad agitarti tra la folla a ritmo di maratona con le bufere artiche tipiche delle uscite metropolitane, perdi 4-5 anni di vita per l’ansia, l’agitazione e il nervosismo che tutto ciò ti provoca PERO’ guadagni tre ore all’anno……cazzo tre ore all’anno…. 3 ore che i milanesi non si sa dove cazzo mettono.

Grande mistero di Milano….dove vanno i milanesi dopo il lavoro?..essi scompaiono dalle strade e la città dalle 19:00 alle 7:15 diviene deserta

—Il calcolo non tiene conto del fatto che in realtà i giorni lavorativi sono molti di meno e soprattutto che quando c’è veramente gente i frettolosi si fermano a metà scala mobile imbottigliati sbuffando e chiedendo insistentemente con fogli, giornali e cartelle in mano, con l’aria seccata e senza guardarti in faccia : “Scusa..” “Permesso” “Posso??“….—

Dal momento che i cittadini della nebbiosa metropoli spendono in media 1/20 della loro vita sui mezzi pubblici e nei loro paraggi,  essi hanno messo a punto delle tecniche precise e sofisticate di ottimizzazione del tempo….
Perdendo l’ultimo briciolo di personalità che la metropoli ti lascia sono praticamente divenuti parte della catena di montaggio…

Ogni automa in orario da lavoro è sempre munito dell’IPod che permette il totale isolamento…tanto gli “sconosciuti” come minimo ti danno fastidio e se ti va male ti violentano (Uè figa, non lo leggi che succede [Sul Leggo]), se poi ci sono i rom che cantano e ballano in metro ancora peggio(Stii Piirla, poi dice che non ha ragione la Lega, figa), per non parlare dei giapponesi che chiedono informazioni (ma sti rompiballe, che cazzo ne so io dov’è via Tommei, figa nè)….non sia mai che nel silenzio tombale della metro [1] tenti di scambiare due parole con qualcuno [2]

A – Recupero tempo per attività culturali

Nei vagoni superaffollati della metro tra le 7.15 e le 8.30 di tutti i giorni feriali tra la perenne puzza di merda (sì, proprio di merda, con deliziosi picchi nella metro verde), pressati tra la folla e appena svegliati, con ancora in bocca  l’aromatica fragranza notte-caffè-dentifricio, affiorano anche gustosi aromi di sudori multietnici e il forte odore del giornale appena stampato…infatti ogni milanese in carriera che si rispetti pur se schiacciato da una massa informe di persone non rinuncia alla sua dose quotidiana di cazzate sparate da Leggo & C….nella fitta bolgia infatti, c’è una tecnica per leggere il quotidiano…si impugna con una mano il malloppo grigiastro tenendolo ad una distanza di 10 cm circa dagli occhi e con l’altra mano si mantiene l’immancabile 24ore (per gli uomini) o borsetta (per le donne), tanto è chiaramente inutile mantenersi alle maniglie. Essi riescono, pur pressati, a mantenersi ad una minima distanza dagli altri esseri (non si sa mai che questo è pazzo, non hai visto a Studio Aperto quante ne succedono)[3]……  per il difficoltoso voltare pagina i manuali consigliano di attendere che gli altri automi  facciano una leggera flessione in avanti – è più probabile riuscirci alle fermate –

Mentre per la mattina la scelta è quasi obbligata, per il ritorno dopo-lavoro ci sono 2 scuole di pensiero: ci sono quelli che, dopo aver spulciato fino a fondo i 3 ben noti quotidiani della mattina, preferiscono accedere alle ultimissime indispensabili notizie dei giornali serali (sempre gratuiti) e coloro che invece optano per un caro e soddisfacente libro…

Aah!!! che dolce momento di relax godersi pienamente un bel libro, in piedi al centro del vagone, con l’assordante rumore della metro e sballottati continuamente dalle brusche frenate e ripartenze… quest’ultima opzione è prediletta dagli esemplari femminili di milanese che hanno raggiunto mediamente un livello più avanzato di automazione….talvolta si possono osservare alcuni esemplari che escono dai treni e imboccano le scale mobili con ancora lo sguardo perso nel libro come mossi da un nastro trasportatore e completamente indifferenti all’ambiente circostante..questi sono quelli giunti allo stadio maggiore di evoluzione darwiniana…gli ibridi uomo-macchina.

[1] = In realtà la i la metro, il simpatico rumore che accompagna la chiusura delle porte e la signorina che annuncia le fermate fanno un gran casino, ma per il resto non si sente volare una mosca.

[2] = Non vi azzardate mai a fare battute con gli sconosciuti! soprattutto in metro!… è espressamente vietato dal regolamento ATM e le reazioni potrebbero farvi passare il buonumore per giorni.

[3] = Talvolta capita che malauguratamente qualcuno urti lievemente l’altro e allora la vita  monotona e grigiastra viene colorata da un evento raro ed emozionante : un dialogo inaspettato…che vertigine!!!
Scusa, eh…
Se è allegro l’altro non risponde oppure accenna un “Niente“…^^Ah, oggi ho conosciuto una nuova persona, simpatico però…^^
Se, invece, l’importunato non è dell’umore giusto per nuove conoscenze ti inizia a guardare con sopracciglio inarcato e bocca storta senza proferir verbo e poi gira di scatto la testa per l’affronto ricevuto.

B- Tecniche di salita e discesa dai mezzi

Per paura di non poter scendere in tempo, evento che sarebbe catastrofico per l’intera pianificazione annuale delle loro vite, i robot si piazzano mezz’ora prima della loro effettiva fermata davanti le porte..

L’altro giorno stavo andando allo stadio con il tram…arrivato alla fermata dove dovevo scendere, come qualsiasi persona sana di mente mi sono alzato per dirigermi verso la porta… appena aperte le porte sono scese due persone mentre una signora sui 65 si affannava preoccupata a farsi spazio  tra la folla per raggiungere l’uscita; pensando che dovesse scendere le ho dato la precedenza ma questa, arrivata davanti alla porta. si è fermata  mantenendosi con entrambe le mani alle aste laterali impedendo a chiunque il passaggio… Io timidamente : “Scusiii….Signoraa, devo scendere…”
e lei un po’ seccata :”Anch’io!
Allora ho pensato che fosse una di quelle che stanno mezz’ora per scendere dai mezzi…

Intanto si chiudono le porte del tram e questo sta per ripartire…la vecchia ancora immobile
Un’altra ragazza facendosi avanti dice:”Scusi signora ma noi dobbiamo scendere”
La bacucca indispettita: “OOOOh, anch’io devo scendere signorina.”
E’ chiaro che prima o poi dobbiamo scendere da sto cazzo di tram, non è che ce ne andiamo al deposito a prendere un caffè con gli autisti, ma noi dovevamo scendere a quella fermata. Soltanto che per i milanesi è normale prepararsi 3 fermate prima e quando il tram o l’autobus apre le porte ci si piazza lì davanti per la fermata successiva impedendo ai pochi normali di scendere e agli altri di salire agevolmente…

Per la salita sui mezzi, e sulle metro in particolare, i milanesi adottano raffinate tattiche…si dispongono sulla banchina cercando di beccare il punto giusto per trovarsi davanti la porta e, appena queste si aprono, ignorando il cartello “lasciar scendere prima di salire”, si tuffano davanti impedendo la discesa.
 Il colmo lo si raggiunge ai capolinea dei bus o dei treni…se vi è mai capitato di arrivare a Cadorna con un treno in ritardo mi capirete perfettamente….

Il treno parte alle 18:05. Un folto gruppo di macchine-da-lavoro appartenenti alla categoria “pendolari di provincia” si affolla sul binario. Sono le 17.53 e il treno ancora non c’è e sale la preoccupazione, il malcontento serpeggia tra la folla e gli apprezzamenti su LeNord si sprecano… qualche minuto di differenza sulla tabella di marcia e i piani regolatori mensili saltano completamente (eh,figa ma così faccio tardi in palestra, l’estetista, il corso di nuoto, il corso di yoga per rilassarmi fatto di fretta così mi stresso ancora di +, la partita, la “pizzata”)…alle 17.57 arriva al binario il treno, chiaramente proveniente da un altra località e pieno di passeggeri. Per questi ultimi è praticamente impossibile scendere…come robot impazziti che si bloccano sulla catena di montaggio per un minuscolo imprevisto i pendolari si affollano davanti alle porte impedendo a quelli all’interno di uscire..alcuni addirittura spintonano per salire.. i primi riescono a scendere ma per gli altri magari attardati perchè appesantiti da valigie non c’è niente da fare, sono travolti dalla folla.   
Allora
1 – Anche se sono passate le 18:05 se prima tutti non sono scesi e gli altri saliti il treno non parte!!!
2 – Sarebbe normale lasciare comodamente scendere tutti prima di salire perchè sicuramente quelli che scendono hanno più fretta di te, loro sono in ritardo e vanno a fare altro, tu il massimo che puoi fare è salire sul treno e aspettare.
3 – I posti ci sono: di solito, almeno al capolinea, ci sono posti per tutti!

continua….

 thyestes
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3 Risposte to “L’assalto all’uscita”

  1. alessandra said

    Io sono una vittima di tutto ciò..due mesi fa dovendomi trasferire, piena di valigie,valigette e quant’altro, presi il pulman da Cusano diretto a stazione centrale, completamente sola e speranzosa nell’aiuto di qualche gentiluomo, ignara delle regole milanesi, con gran difficoltà salii sul pulman, osservata da tutti ma aiutata da nessuno. Sul pullman mi sedetti, aspettando di arrivare al capolinea, arrivata, mi accingevo ad uscire; dovendo trasportare una quantità di roba che era circa pari al mio peso avevo bisogno di più tempo per scendere…ma una folla di persone con la fretta in culo, accaldata e incapace di vedere, mi assalì e..catastrofe… le valigie caddero per terra e tutta la roba si sparse per la strada…fortuna fu che c’era un gentile ragazzo di colore che mi aiutò a raccogliere la roba che gli altri stavano già pestando… ps:il pulman partì 15 minuti dopo. p.s.s.:tomma’ se tu fossi arrivato all’appuntamento in orario ciò non sarebbe successo!!!!!!!!!!!!

  2. pitbull87 said

    Bhè…che dire?!?!Alla luce di tutto questo penso che Milano sia la meta prediletta per fare vacanze rilassanti 😀

  3. Ing said

    …come sempre ….hai reso perfettamente l idea!!!! 😀 Kisses

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